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MOBBING: “FACCE DI GOMMA, CUORI DI PIETRA”

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(Estratto di alcune pagine del libro sul Mobbing )

----- “Quando i pazienti, espongono la loro storia le loro problematiche, la  loro richiesta d’aiuto nella maggior parte dei casi evolve in un rapporto d’aiuto e di collaborazione.
La comunicazione dei pazienti si articola in contenuti verbali e non verbali.  Oltre i contenuti verbali tramite i quali comunicano i fatti  le conflittualità, i malesseri ed i vissuti delle situazioni lavorative. Osservo il non verbale per stabilire se la postura, la mimica facciale, il tono della voce, eccetera…è coerente con le parole che rappresentano i contenuti dei racconti e  rispecchiano eventuali disagi dell’Io causati dal Mobbing o da altro.
Nei colloqui può capitare di tutto…in diversi pazienti ho potuto constatare delle difficoltà di raccontare e di raccontarsi, in quanto le loro anamnesi lavorative presentano dimenticanze ed omissioni. Sotto le pressioni e gli attacchi esterni queste giungono a colpevolizzarsi per quello che sta loro accadendo. Il Mobbing rimane allo stato di latenza. Possono arrivare a negarsi i sintomi dell’ansia, delle paure, nel timore di venire etichettati come malati mentali. Esprimono  le paure o il disorientamento vissuto, attraverso il corpo. Somatizzano lo stress a  livello di malattia organica con  cefalee, mal di schiena, gastralgie, tachicardia, ed altro, che nel tempo con la crescente instabilità emotiva si cronicizza in sintomatizzazioni e/o disturbi neurovegetativi più gravi.
 Lavoratori quali il medico, il pilota di linea, influenzati dalle loro motivazioni e parametri professionali, pur soffrendo, inconsapevolmente arrivano ad uno stato di auto-negazione sintomatologia, in quanto garanti o comunque si pongono come modelli di idoneità fisica, come ad esempio poliziotti, carabinieri, militari in genere, possono eludere problematiche psicologiche causate da conflittualità lavorative, in quanto motivati da precisi vincoli istituzionali, quali la disciplina ed il senso del dovere.
Può accadere inoltre che le vittime nel tempo non riescono più a compensare la sofferenza psichica, che divenendo incontenibile, dilaga dall’ambito lavorativo alla famiglia o nelle amicizie, con disturbi all’alimentazione od alla sessualità, sovente col precipitare della situazione lavorativa, emergono riflessi negativi sulla coppia, e sui figli, con le liti famigliari, il divorzio… ciò è il frutto delle incomprensioni famigliari per il loro stato psicologico: Si arriva alla perdita della socialità e possono comparire episodi psichiatrici, che possono comportare l’emarginazione sociale. Tali situazioni,, a suo tempo già osservate e rilevate anzitempo da H. Leymann, successivamente sono state definite come situazioni di “Doppio Mobbing” …che è la reazione secondaria che alcuni lavoratori subiscono dalla famiglia mentre vivono e subiscono le conflittualità lavorative insite nel Mobbing

Nel colloquio clinico può presentarsi anche una persona con un grave stato psicotico che ha difficoltà nell’elaborazione percettiva della realtà. Può soffrire di depersonalizzazione e ritrovarsi a vivere in una lacerante gabbia mentale, oppure può soffrire di stati di derealizzazione  con senso di perdita del reale. In questi casi il ricovero psichiatrico è la migliore soluzione da consigliare all’interessato o ai famigliari.
Quando giungono persone con elementi di personalità nevrotica, che taluni psichiatri vorrebbero candidare al Mobbing, constato i loro scompensi emotivi, e pur in presenza di Io funzionale, e non scisso come gli psicotici, ogni volta rimettono se stessi in discussione per un nonnulla, e ad ogni crisi emotiva, oscilla la percezione del loro Sé, degli altri, della realtà. Il caos intrapsichico che deforma l’interpretazione dei propri vissuti e la percezione del reale, influenza i rapporti cogli altri…ma questi stati emotivi non appartengono al mondo mentale del mobbizzato: la trama e l’ordito di cui è intessuta la loro emotività e la loro razionalità talvolta, come nel caso di alcuni pazienti con problematiche di personalità, è costellata di crisi psicologiche con terapie e anche talvolta con ricoveri psichiatrici precedenti all’insorgere del Mobbing
Da quello che ho potuto constatare, Il malato mentale, in generale la persona emotivamente disturbata, in pratica è come fosse “un’anima dannata” mentre il mobbizzato è “un’anima condannata”, costretta a vivere in continuo clima lavorativo problematico,ostile, talvolta terrorizzante, che spesso è costellato di umiliazioni, pettegolezzi, dispetti, maldicenze cui viene ridimensionato il ruolo e viene sottoposto ad un stato di deprivazione dei suoi diritti.
“le anime dannate”, cioè le persone con problematiche di personalità, psicotiche o nevrotiche evidenziano percezioni e fantasie distorte fin dall’infanzia e dall’adolescenza e le loro problematiche sono affrontabili con   terapie inerenti  la “psicologia della crisi”.  
Le “anime condannate”, ovvero i mobbizzati, a fronte di un Io sano, seppur terrorizzato, a fronte dello stress e degli attacchi dei Mobbers, evidenziano sintomatizzazioni , disturbi neurovegetative con problematiche di personalità quando il mobbing è lungo e molto duro.
Ad ulteriore differenza  tra soggetti che manifestano problematiche di personalità  che sovente vivono  un mondo distorto e fantastico, e le persone traumatizzate dal Mobbing, ebbene, posso affermare che le vittime del fenomeno in oggetto,  sulla mia scrivania hanno riportato  tracce concrete e reali di questo fenomeno.

Ho visto foto di postazioni di lavoro infime,situate in luoghi indegni per la dignità umana.
Ho ascoltato cassette con registrate le voci dei Mobbers  che si esibivano in allucinanti colloqui intimidatori.
Ho letto inconsistenti lettere di biasimo, lettere di licenziamento pervenute nei periodi di malattia.
Lettere di demansionamento, o di abbassamento di note di qualifica.
Ho letto provvedimenti disciplinari con giornate di sospensione dal lavoro.
Sanzioni pecuniarie che gravano sulle buste paga.
Lettere di richiesta di comunicazione al personale , da parte delle vittime, per ottenere spiegazioni di quello che stava accadendo, in cui nessuno ha mai risposto o se ha  risposto, lo ha fatto con modalità elusive.
Memorie legali con testimonianze scritte 
Ho letto referti medici attestanti sintomatologie  come sintomatizzazioni, disturbi neurovegetativi… con evidenti riferimenti a continue  “situazioni occupazionali avverse ”----“

Dr. Giuseppe Palma
CTP Consulente Tecnico di Parte per danno da Mobbing

Via Antistio 12- 00174 Roma -
Studio:
0676985686
Cell. 349.8071995



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